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Il libro, certo è ancora in correzione di bozze, con la collana Gli Scrittori della Porta Accanto, in collaborazione con la casa editrice PubMe
In questi giorni abbiamo ripreso il tema caldo del titolo. Con lei, l’editore, stiamo valutando altre proposte per trovare la scelta migliore
L’originale era “Io contro di Me.” Un titolo che nasce nel mio studio, non come idea per un libro, ma per la mia abitudine a dare un’identità, un nome alle emozioni invisibili che accompagnano i miei pazienti, emozioni che non si vedono da fuori
Da subito, è stato il titolo per le note del mio paziente. L’ho sentito vero,  suo. E come sempre, se quel nome torna nelle sedute, mi risuona come un’ ulteriore conferma:  significa che regge
Non posso e non voglio anticipare qualcosa di questo romanzo, se non che ha un’impronta psicologica, introspettiva, ma questo lo sapete già
Tutti noi abbiamo a che fare con il nostro Io, il coordinatore di pensieri, di emozioni, che controlla, che non ha bisogno di nulla, che governa sì, ma la superficie della realtà. Poi c’è un Me. Il Me è lì, non si muove, può sbiadire un po’ nello sfondo della propria esistenza, può essere snobbato, ma è lì
Il protagonista è entrato in una lotta silenziosa.  Il suo Io che si muoveva sul palcoscenico della vita con in attivo tutti i requisiti  che la nostra società ci chiede, ma dietro la copertina della perfezione c’era altro, il vuoto. Un uomo che trattava il Me come un nemico da combattere, ma quel Me faceva parte di lui, delle sue radici, e sarà ciò che lo salverà