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Tutto nasce con il mio primo romanzo “Un modo lo trovo”.  Abituata ad ascoltare, non mi ero accorta che stavo già scrivendo.
Accanto il mio bassotto, anche lui in silenzio.
Da qui,  inizia il viaggio nelle emozioni invisibili agli occhi del mondo. Poi esce “Un taglio netto” scritto ai tempi della pandemia, con  Giusy Giambertone.
Non ne ero ben consapevole: ogni storia aveva un’identità, un titolo a quelle emozioni che fuori non si vedono, ma che abitano dentro e talvolta tolgono anche il sonno.
E sono loro che aleggiano nello studio. Da lì ho capito che una sola non sarebbe bastata. Sboccia l’idea di  raccogliere i libri in una collana: “Le emozioni invisibili agli occhi del mondo”. Come perle.
 “Un modo lo trovo” è l’esordio, “Un taglio netto” è il secondo. “Io contro di Me” è il terzo, in arrivo. Qui, una lotta tra l’Io dell’apparenza e il Me che chiede di essere ascoltato.
Ne arriveranno altri. Ne ho due nel cassetto. Ma ci vuole tempo e ispirazione per scrivere. E le emozioni da scoprire a cui dare un titolo, non mancano.
Sono tante. Irrompono. Non avvertono. Ma meritano un luogo, un’identità, uno spazio dove mostrarle, condividerle senza temerle.